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Scopri come erano costruite le case negli anni ’20 in Francia

Le case costruite negli anni 1920 in Francia non corrispondono a un modello unico. Il contesto del dopoguerra, le risorse locali e l'arrivo…

Façade d'une maison française typique des années 1920 en pierre calcaire avec toit en tuiles et balcon en fer forgé dans une rue pavée provinciale
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Le case costruite negli anni 1920 in Francia non corrispondono a un modello unico. Il contesto del dopoguerra, le risorse locali e l’arrivo progressivo di nuovi materiali hanno prodotto un’edilizia eterogenea, le cui caratteristiche tecniche variano fortemente da una regione all’altra.

Muri portanti delle case anni 1920: il mattone non era l’unico materiale

L’immagine più diffusa associa la casa degli anni 1920 al mattone, in particolare nel Nord e in Île-de-France. Questa associazione è fondata, ma nasconde una realtà più diversificata.

Nel sud-ovest, i muri portanti potevano essere gettati (terra cassetta) o costruiti in pietra locale. In Haute-Garonne, il CAUE 31 documenta ancora dei basamenti in muratura tradizionale sui padiglioni di quest’epoca. Le facciate in mattone convivono con muri in ciottoli calcarei o in ghiaia a seconda del bacino geologico.

Il legno, ereditato dai secoli precedenti, persisteva in alcune costruzioni rurali, in Normandia o in Alsazia. Le modalità costruttive tradizionali rimanevano dominanti nelle case ordinarie, anche se i materiali industriali cominciavano a comparire. Per approfondire la storia delle case su Maison Art Déco, questa diversità regionale costituisce un filo conduttore utile.

Corridoio interno di una casa borghese francese degli anni 1920 con pavimentazione in tomette, rivestimenti in legno e scala in rovere

Calcestruzzo armato nelle case 1920: un uso ibrido, non una rottura

Il calcestruzzo armato non sostituisce di colpo le murature esistenti. Il suo uso nelle case degli anni 1920 rimane parziale e mirato: architravi sopra le aperture, solai intermedi, a volte elementi di basamento.

Il Cerema, nella sua scheda sulle costruzioni 1920-1930, precisa che il calcestruzzo è spesso combinato con il mattone o la pietra piuttosto che impiegato in una struttura interamente moderna. Questa coesistenza tecnica è caratteristica del periodo: i muratori utilizzavano il calcestruzzo armato dove offriva un vantaggio strutturale (span più ampi, architravi più sottili), mantenendo le tecniche che padroneggiavano per il resto dell’opera.

Le case interamente in calcestruzzo armato rimanevano rare nell’abitazione individuale comune. Riguardavano piuttosto programmi collettivi o realizzazioni di architetti impegnati nel movimento moderno.

Facciate ed elementi decorativi: tra Art déco e regionalismo

Le facciate delle case degli anni 1920 si distinguono per un’ornamentazione che varia a seconda del prestigio dell’edificio e della regione. Lo stile Art déco, con i suoi motivi geometrici, i suoi bassorilievi e le sue ferronneries stilizzate, caratterizza le costruzioni urbane e periurbane più curate.

Gli elementi ricorrenti su queste facciate includono:

  • Cornici in calcestruzzo stampato o in mattone, a volte ornate con motivi floreali o geometrici, che sottolineano i livelli
  • Aperture dalle proporzioni verticali con davanzali lavorati, spesso in pietra ricostituita
  • Parapetti in ferro battuto con disegni geometrici, firma visiva del vocabolario Art déco
  • Intonaci tirolesi o graffiati sui muri, a volte bicolori, che sostituiscono progressivamente il mattone a vista in alcune regioni

Al contrario, il movimento regionalista produceva case visivamente molto diverse. La villa basca, la casa a capanna d’ispirazione fiamminga o il padiglione neo-normanno coesistevano con il vocabolario Art déco negli stessi lotti. Il CAUE 31 registra questi stili multipli sui padiglioni della periferia toulousaine.

Masoni che posano blocchi di calcare su un cantiere di costruzione di una casa francese tipica degli anni 1920

Tetto, solai e prestazioni termiche delle case 1920

Il tetto delle case di questo periodo si basa generalmente su una struttura in legno tradizionale. Le coperture variano a seconda delle regioni: tegole canale nel sud, ardesie nel nord-ovest, tegole meccaniche in Île-de-France e nel nord.

Il pavimento del piano terra è rialzato rispetto al suolo esterno, creando un’intercapedine o una cantina. Questo dispositivo mirava a proteggere dall’umidità che risale dal suolo. I solai intermedi associano spesso travi in legno e solai, a volte sostituiti da lastre in calcestruzzo armato nelle costruzioni più recenti del decennio.

Le prestazioni termiche iniziali erano scarse, e non solo a causa dei muri. Le soffitte non isolate, i pavimenti bassi senza interruzione termica e i semplici vetri costituivano altrettanti punti di dispersione. Queste case sono state costruite molto prima della prima normativa termica francese, il che spiega perché la ristrutturazione energetica di questo edificio richieda un approccio globale.

Ventilazione e igienismo nell’edilizia 1920

L’organizzazione interna rispondeva a requisiti igienisti emersi alla fine del XIX secolo. Le stanze dovevano beneficiare di un’illuminazione naturale sufficiente e di una ventilazione attraverso le aperture. La qualità dell’aria, l’intimità e l’igiene del corpo guidavano il programma delle ville di questo periodo.

Le stanze da bagno interne (bagno) rimanevano un segno di elevate risorse. Il programma minimo di un padiglione comprendeva camere, un soggiorno e una cucina, senza necessariamente un bagno dedicato.

Patrimonio edilizio degli anni 1920: ciò che resta oggi

Una parte significativa del patrimonio residenziale francese risale al periodo tra le due guerre. Queste case si trovano nei sobborghi delle grandi città, nei lotti di ville della prima corona e nei borghi ricostruiti dopo la Prima Guerra Mondiale.

La loro ristrutturazione pone domande specifiche. I muri antichi in mattone o in pietra richiedono soluzioni di isolamento compatibili con il loro comportamento igrometrico. Le facciate ornate rientrano a volte in una protezione patrimoniale locale che regola i restauri.

La diversità regionale dell’edilizia 1920 rende impossibile un approccio di ristrutturazione standard. Una casa in mattone del Nord, una villa basca del Paese basco e un padiglione in pietra del Midi non presentano né le stesse patologie né le stesse restrizioni d’intervento. Identificare precisamente i materiali e le tecniche originali rimane il presupposto per qualsiasi intervento su queste costruzioni centenarie.

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